IL TEMPO intervista Il Security Manager di Italpol Vigilanza Antonio Del Greco

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<<ORA ELEVARE IL LIVELLO DI SICUREZZA>>

<<Il livello di sicurezza era già alto. Ma, alla luce di questo episodio, credo che andrà ulteriormente elevato. E’ la prima volta, almeno a Roma, che si verifica un’aggressione armata a una guardia giurata. Probabilmente, il vigilante era stato preso alle spalle. In quelle condizioni è difficile difendersi…>>.

A parlare è Antonio Del Greco, 67 anni, ex dirigente generale della Polizia di Stato e attualmente direttore operativo della società di vigilanza Italpol.

<< L’Italpol spiega l’ex superpoliziotto – nella capitale è affidataria del servizio a Termini e, in condivisione con l’Urbe, a cui appartiene la guardia ferita, anche a Tiburtina. E la società commissionaria del servizio è Grandi Stazioni>>.

Quali sono i vostri interventi più frequenti?

<< Ci troviamo spesso ad avere a che fare con risse, accoltellamenti, aggressioni di vario tipo e allontaniamo persone pericolose davanti e all’interno delle stazioni>>.

Che differenza c’è tra voi e un agente di polizia?

<<Le funzioni sono del tutto simili. Per fare questi servizi non basta essere una guardia giurata. E’ necessario superare un corso che prevede la conoscenza di nozioni di diritto e di carattere operativo, l’uso delle armi da fuoco e la capacità di riconoscere gli esplosivi, per esempio.

E’ un servizio pericoloso.

<< Si, in genere i nostri uomini sono in continuo contatto con pregiudicati, gente che non paga il biglietto, vagabondi, taccheggiatori, ubriachi che litigano, si accoltellano o si prendono a bottigliate>>.

Ma un’aggressione così ha precedenti?

<< Che io sappia, almeno a Roma, no. Qualche settimana fa a Milano è successa una cosa quasi identica. Ma non con una guardia giurata. Un nordafricano ha assalito un militare, l’ha ferito al collo con un coltello e ha tentato senza successo di rubargli l’arma d’ordinanza. Quindi, è stato arrestato>>.

Anche in questo caso, sembra, l’obiettivo dell’aggressore era impadronirsi della pistola…

<< Sembra di si. Non conosciamo ancora il movente e se c’è una matrice islamica>>.

Bisogna alzare il livello di sicurezza?

<< Credo sia necessario, anche se era già abbastanza alto, va ulteriormente elevato alla luce di questo episodio. Noi ce la mettiamo tutta e questo è un caso straordinario, ma occorrerà adeguare i servizi>>.

Da quello che ha capito finora, la guardia ha sbagliato qualcosa?

<< Non credo. Un’aggressione di quel tipo non consente una reazione adeguata. Probabilmente, com’è successo a Milano, è stato aggredito alle spalle e in modo molto determinato. In una situazione del genere, reagire è quasi impossibile. Comunque la videosorveglianza gestita dalla Control Room servirà a ricostruire nei dettagli l’azione criminale>>.

Spesso i sindacati delle guardie private si lamentano della scarsezza dei mezzi e dell’inadeguatezza dell’attrezzatura e dell’addestramento. C’è qualcosa di vero?

<< Io parlo per la mia società. Le armi in dotazione all’Italpol sono di ultima generazione, gli uomini sono preparati al loro uso, dotati di corpetti antiproiettile e spesso di cani antiagressione. Infine, stiamo sperimentando l’uso delle bodycam, che consentono la ripresa in diretta della situazione>>.

 

Articolo Tratto da IL TEMPO –  27.09.2019 

Intervista a Cura di Maurizio Gallo