Guardie armate sui treni «È il modello israeliano»

Guardie giurate nei treni

Da marzo privati a fianco delle forze dell’ordine Gravina (Italpol): «Addestrati contro i terroristi»

Da marzo la sicurezza sui treni lombardi sarà affidata a un nuovo operatore privato. Che affiancherà le forze dell’ordine. L’aggiudicazione dell’appalto è del 31 gennaio: Trenord ha scelto l’Associazione temporanea di imprese composta da Italpol, Sicuritalia, Ivri, Allsystem e altre aziende per il servizio di «vigilanza armata, sicurezza e pronto intervento» nelle stazioni e sui convogli. C’è anche la linea Milano-Mortara, quella della recente violenza ai danni di una 15enne. «Presteremo un servizio professionale, con guardie giurate tecnicamente preparate, come previsto dalle nuove norme – spiega Giulio Gravina, ad di Italpol e vicepresidente di Assiv, l’associazione di categoria -. Finalmente anche i treni lombardi godranno dei massimi standard».

Il riferimento è alla «rivoluzione» degli ultimi mesi nella sicurezza privata. «In generale – aggiunge Gravina – in passato ci si affidava a figure non adeguatamente formate, che fornivano un servizio improprio. Ora le norme sono più severe». Il nuovo modello di guardia giurata, ispirato a quello israeliano, è imposto prima di tutto dall’allarme terrorismo. Poi dall’Ue e da un decreto ministeriale del 2009, di fatto applicato solo dalla scorsa estate. Inoltre nel 2015 l’Anac ha stabilito le linee guida, che definiscono i requisiti necessari a un’azienda per partecipare ai bandi, vietando di incaricare società di portierato. Ma che cosa faranno i nuovi operatori della vigilanza sussidiaria di Trenord? «Quello che già facciamo negli aeroporti e nei ministeri in cui operiamo, come nella metropolitana di Roma – continua l’ad della romana Italpol, tra le maggiori nel Paese -. Luoghi dove per fortuna episodi come quello della liceale aggredita non si sono mai verificati. Le nostre guardie conoscono armi ed esplosivi, sono addestrate all’uso delle tecnologie più avanzate, hanno in dotazione ad esempio telefonini con sistemi satellitari che funzionano anche in galleria. Sanno intervenire in caso di attacco terroristico, di scontro o pericolo. Sostengono un esame presso la Prefettura e ottengono una certificazione dei requisiti professionali».

Gli operatori avranno pistola e manette e potranno procedere all’arresto in flagranza di reato. La supervisione dell’attività privata resta in capo alla polizia. «La gran parte del nostro lavoro – dice ancora Gravina – consiste nel controllo e nella prevenzione: l’intervento in presenza di oggetti e persone sospette, la bonifica delle stazioni, la deterrenza». L’appalto, da 8,5 milioni in due anni, prevede circa 80 operatori. Saranno distribuiti in base alle priorità. «Il modello è quello aeroportuale – conclude il vicepresidente di Assiv – dove controlliamo ingressi e dogane e le guardie giurate, formate al livello di un operatore di polizia, affiancano le forze dell’ordine. Non solo. Chiediamo che il ministero dell’Interno estenda i nostri compiti alla sicurezza delle persone oltre che del patrimonio. Come accade in altri Paesi europei. Potremmo ad esempio occuparci, sotto la supervisione di un operatore di polizia, della protezione di vittime di stalking o del trasferimento di immigrati. Liberando così numerosi agenti per missioni più urgenti».

Cristina Bassi